
Yoga: benefici e origini della disciplina che concilia corpo e mente

Al giorno d’oggi tutti abbiamo sentito parlare di yoga, ma siamo certi di sapere in cosa consiste questa antica disciplina? Alcuni pensano sia solo meditazione o stare seduti immobili e cercare di non pensare, altri sostengono sia una pratica occulta riservata solo a pochi adepti e altri ancora considerano lo yoga come una disciplina al pari del pilates o della ginnastica posturale. Niente di tutto questo! Oggi cercherò di spiegare quello che veramente lo yoga e come riesce a modificare positivamente le tue giornate quando lo pratichi con costanza e fiducia.
Ci sono moltissimi motivi per iniziare a fare yoga - io per esempio ho iniziato a causa di un problema alla spalla, ndr - altri iniziano per risolvere problemi di ansia o insonnia, altri ancora per migliorare la tonicità muscolare e la postura oppure perché si sente la necessità di scoprire qualcosa in più rispetto alla propria interiorità. Quando inizi a praticare yoga non possiedi ancora la fermezza mentale e la concentrazione di un esperto e per questo motivo avrai bisogni e necessità diverse: chi fa yoga da poco, ad esempio, non riesce a mantenere le posizioni per un lungo periodo di tempo o trova sgradevole il fatto di dover mantenere gli occhi chiusi per qualche minuto. Con il passare del tempo tutto verrà più naturale e sentirete l’esigenza di rilassare le palpebre e ritagliarvi uno spazio solo per voi!
Sapete che lo yoga in oriente veniva praticato a gambe incrociate in forma meditativa senzasequenze dinamiche o posizioni complesse? L’uomo orientale non aveva la necessità di calmare il corpo e sciogliere i muscoli contratti quindi trovava comoda e confortevole la posizione a gambe incrociate già dal primo approccio. Solo con il passare del tempo la società moderna ha dovuto modificare la pratica yoga per renderla più fruibile a tutti, introducendo posizioni che richiedono un dispendio di energia maggiore così da svuotare il corpo e liberarlo da stress e tossine in eccesso. Queste posizioni (asana) riescono a rilassare la tua mente e distendere i muscoli del corpo in modo da renderlo pronto per la meditazione finale o il rilassamento profondo (shavasana). Ogni asana contiene tantissimi benefici sia a livello mentale che fisico, riesce a farti superare le paure e a sbloccare determinati limiti mentali che neanche pensavi di avere. Se all’inizio una posizione yoga può sembrarti impossibile, con il passare del tempo e la pratica costante vedrai che ti sembrerà comoda e confortevole. Provare per credere!
Quali sono i reali benefici della pratica yoga?
I benefici che lo yoga dona sono innumerevoli, mi limito ad indicare i più evidenti:
- Aumenta l’autostima. Esistono delle posizioni yoga in grado di aprire il torace ed espandere il cuore in modo da assumere una postura più fiera ed eretta
- Corregge atteggiamenti posturali errati e migliora l’equilibrio. La pratica yoga sviluppa in armonia i muscoli della schiena e aumenta la propriocezione grazie alle posizioni di equilibrio (la consapevolezza del nostro corpo nello spazio circostante).
- Aumenta le difese immunitarie. Stop a raffreddore e febbre! Grazie alla pratica dello yoga e del pranayama (una tecnica yogica di respirazione) potrai dire addio ai malanni di stagione e sentirti più forte ed energico.
- Ringiovanisce il corpo. Lo yoga rilassa i muscoli del viso ed è un valido aiuto per mantenere il corpo giovane e vitale
- Migliora la performance sessuale
- Riduce il rischio di ipertensione e malattie all’apparato respiratorio. Associata ad una corretta igiene alimentare, la pratica dello yoga riesce a ridurre alcune malattie e migliorare lo stato di salute generale.
- Previene l’ansia e migliora la qualità del sonno: lo yoga è una delle migliori medicine contro l’insonnia. Esistono delle posizioni in grado di conciliare il sonno e combattere l’insonnia persino nei soggetti che stentano a conoscere Morfeo
- È un valido aiuto contro la stitichezza: accompagnate dal respiro, alcune posizioni yoga riescono a massaggiare gli organi addominali, il fegato, la milza e migliorare la regolarità intestinale.
“Idratiamo il corpo ed i nervi con l’espansione e l’estensione delle posizioni Yoga. Così lo stress che satura il cervello si diffonde e scorre in tutto il corpo liberando il cervello dalla fatica ed il corpo espelle questa intossicazione con il movimento.”
(B.K.S. Iyengar)
Molte persone pensano che per praticare yoga sia necessario credere in una determinata religione dimenticando che lo yoga si rivolge a tutti indistintamente: non è necessario credere in un Dio quanto piuttosto sviluppare fiducia e amore verso se stessi.
Dove è nato lo yoga?
Circa 2.312 anni fa, Patanjali racchiuse nel libro intitolato “Yoga Sutra” i primi tratti del sapere yogico e ancora oggi questo libro viene considerato uno dei migliori testi per chiunque abbia voglia di addentrarsi nel mondo dello yoga. La parola Yoga deriva dalla radice sanscrita «Yug» che significa unire, legare, tenere insieme ed è da questa unione che viene definito il significato profondo di questa disciplina: unire il fisico con lo spirito. Patanjali nello Yoga Sutra illustra otto passi che lo yogi compie durante il suo cammino, vediamoli insieme:
- Yama: la condotta morale nella società. Yama descrive la condotta dello yogi da praticare durante la vita quotidiana (non violenza, sincerità, mancanza di avidità). Non-violenza si intende verso gli altri ma anche verso se stessi, ecco perché nella pratica yoga è necessario considerare il proprio corpo come un tempio e nutrirlo solo con cibi vivi e naturali.
- Niyama: condotta individuale per migliorare se stessi (pulizia, spiritualità, devozione, studio)
- Asana: posizioni comode e confortevoli che possono essere mantenute per un lungo periodo di tempo. Le asana sono le vere e proprie posizioni yoga e servono a purificare ed eliminare le tossine dal corpo oltre che renderlo forte e stabile. Con il passare del tempo l’adepto si concentrerà meno sul corpo e sempre più sulla mente.
- Pranayama: specifiche tecniche respiratorie, letteralmente “controllo del respiro” (prana=respiro yama=controllo). Lo yogi attraverso il pranayama è capace di controllare la sua respirazione e quindi la sua mente, ritirare l’attenzione dentro di se e riconoscere la propria energia spirituale.
- Pratyahara: ritiro dei sensi. Distogliere l’attenzione dal mondo esterno e concentrarla all’interno di se stessi. I primi quattro passi descritti precedentemente servono ad abituare lo yogi a controllare il corpo, adesso si passa al controllo della mente. Esistono diverse tecniche per ritirare i sensi: fissare ad occhi chiusi il centro delle sopracciglia, portare l’attenzione ad un chakra, visualizzare una divinità o un punto di riferimento spirituale.
- Dharana: il riferimento verso un punto esterno porta allo stato di Dharana, una concentrazione limpida e profonda.
- Dhyana: letteralmente “meditazione”. Quando lo yogi riesce a mantenere il controllo della propria mente per un lungo periodo di tempo si ha la vera e propria meditazione e la coscienza si fonde con l’assoluto.
- Samadhi: l’obiettivo finale di ogni pratica yoga. I sensi e il corpo spariscono ma la mente rimane vigile. Lo yogi si risveglia.
“Quando rimane soltanto l’oggetto e l’osservatore perde la coscienza di sé, allora si ha il Samadhi”
(Yoga Sutra, sez. III, sutra 3)
Testo a cura di Claudia Signorelli
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