Maestro dell’immaginazione e della materia: a Catania la mostra dedicata ad Antonio Santacroce

Autore:
Redazione
05/03/2026 - 03:49

Incisore, scultore, pittore, scenografo e designer, il maestro Antonio Santacroce si impone come una delle personalità più autorevoli e riconoscibili dell’arte contemporanea siciliana. Artista poliedrico, attraversa linguaggi, tecniche e prospettive espressive con una coerenza poetica rara, incarnando pienamente l’idea di artista totale.

La sua ricerca restituisce una contemporaneità calda e pulsante, saldamente ancorata alle matrici archetipiche e mitiche del Mediterraneo arcaico. Nelle sue opere emergono figure insieme ieratiche e intime, presenze sospese tra sogno e memoria, tra dimensione urbana e stratificazione archeologica. Ne scaturisce un immaginario denso e riconoscibile, in cui materia e visione si fondono, e il gesto creativo si intreccia al mito, dando forma a una narrazione che attraversa il tempo e lo spazio.

Inaugurata lo scorso 20 febbraio al Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane dell’Università degli Studi di Catania, la mostra Antonio Santacroce. Maestro dell’immaginazione e della materia si presenta al pubblico come un percorso al tempo stesso retrospettivo e antologico, capace di riportare alla luce aspetti finora poco indagati della produzione e del pensiero poetico dell’artista.

Dedicata al maestro originario di Rosolini e visitabile fino al 30 aprile, l’esposizione è coordinata da Germana Barone e accompagnata da un catalogo curato da Vittorio Ugo Vicari. L’iniziativa è promossa dall’Università degli Studi di Catania, dall’Accademia di Belle Arti di Catania e dalla Fondazione Antonio Santacroce – Culture del Mediterraneo, con il sostegno dell’ANCE – Associazione Nazionale Costruttori Edili di Catania e della Nuova Officina d’Arte.

L’identità visiva della mostra e del catalogo porta la firma di Anna Compagnone, mentre la direzione tecnica dell’allestimento è affidata a Daniele Leonardi, con la collaborazione dell’Area della Terza Missione dell’Ateneo. Il catalogo è pubblicato da Euracus (Catania, 2026) “impresa sociale” amministrata da Maurizio Cuzzocrea che si affaccia all’editoria d’arte con questo primo volume, presentato in una nuova collana intitolata 9/CENTO. Studi e ricerche sulle arti del secolo breve e diretta dallo stesso Vittorio Ugo Vicari.

La mostra si inserisce in un più ampio progetto di collaborazione istituzionale orientato alla condivisione di obiettivi didattici, scientifici e di ricerca, oltre che alla valorizzazione integrata di spazi e infrastrutture, tra cui l’ex Ospedale Vittorio Emanuele II, riaffermando il ruolo della cultura come leva strategica di sviluppo e rigenerazione.

Numerosi inediti restituiscono uno sguardo privilegiato sui passaggi cruciali del percorso artistico di Santacroce. Al centro emerge la lunga e costante frequentazione con carte e cartiere, che si trasformano in autentica ossatura tecnica e concettuale di un modus operandi assolutamente singolare, dove materia e processo diventano parte integrante del pensiero creativo.

Accanto a questa dimensione si delinea il Santacroce designer del tessile - forse l’esito più recente e sorprendente della sua ricerca - già prefigurato nei celebripersonaggi con cappellodeclinati in pittura, disegno e incisione. Un’intuizione che, nel tempo, si è consolidata fino a strutturarsi in un vero e proprio brand, in cui arte e progetto dialogano senza soluzione di continuità, superando ogni distinzione tra pratica artistica e applicazione progettuale.

L’indagine sulla vita e sull’opera del Maestro è stata condotta da un gruppo di giovani studiosi provenienti dalla scuola storico-artistica dell’Accademia di Belle Arti e dell’Università di Catania - Giulia Bertuccio, Andrea Giovanni Calì, Chiara Nicoletta Compagnino, Simona Di Stefano, Barbara Sorbello - affiancati da autorevoli firme della critica della Sicilia orientale - Ornella Fazzina, Laura Giovanna Petralia, Viviana Scalia. Ne è scaturito un dialogo generazionale che conferma la vitalità e l’attualità del suo magistero.

Una “visione” già accolta nel 2024 dall’Università degli Studi di Catania che, negli spazi di Villa Zingali Tetto, ha inaugurato una prima mostra dedicata all’artista, privilegiando la produzione scultorea e ponendo particolare attenzione alla dimensione della fruizione tattile.

Per Santacroce, la mostra allestita nel museo principale dell’Ateneo rappresenta molto più di un traguardo espositivo: è un passaggio decisivo, quasi naturale, nel percorso di una vita scandita da due direttrici parallele e inseparabili, «quella dell’artista e quella dell’insegnante». La collaborazione con l’Accademia e con l’Università, sottolinea, «è qualcosa di essenziale», il punto di convergenza tra queste due dimensioni. Il senso più profondo dell’esperienza, aggiunge, risiede nella possibilità di parlare alle nuove generazioni: «suscitare qualcosa, lasciare un segno, accendere una consapevolezza».

A questa visione si lega l’impostazione curatoriale di Vittorio Ugo Vicari, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti e all’Università di Catania. «Santacroce gode già di una solida fortuna critica ed espositiva. Proprio per questo, la mostra è stata concepita con un taglio innovativo, capace di introdurre prospettive e argomenti inediti nello studio della sua opera. La scelta primaria è stata quella di privilegiare gli inediti: 87 opere su 150, dunque oltre la metà del percorso, offrendo così uno sguardo rinnovato sulla produzione dell’artista. Parallelamente, l’attenzione si è concentrata sui giovani - artisti in formazione, storici dell’arte, studenti delle scuole - orientando l’indagine verso i materiali senza rinunciare alla dimensione dell’immaginazione».

Il rettore Enrico Foti legge l’iniziativa come un «esempio emblematico di collaborazione virtuosa tra istituzioni, uno dei principali motori di sviluppo del territorio». La sinergia tra Università degli Studi di Catania, Accademia di Belle Arti e Fondazione Antonio Santacroce ha dato vita a un autentico «suggello di prossimità», capace di integrare ricerca accademica, creatività artistica e missione civica. In questa prospettiva, «la mostra non è soltanto la celebrazione di un grande maestro, ma una dichiarazione programmatica della visione culturale che l’Ateneo intende perseguire nel prossimo futuro».

Per la professoressa Lina Scalisi, prorettrice e presidente dell’Accademia, l’esposizione segna «lapersonaledi un artista che ha saputo interpretare il proprio tempo attraverso una pluralità di linguaggi, valorizzando il territorio. Ma è anche un momento in cui si fa sistema: l’alta formazione artistica e musicale si intreccia strettamente con l’università, in un dialogo tra discipline, didattica e studenti». Saranno proprio questi ultimi ad accompagnare i visitatori nelle sale del museo, guidandoli alla scoperta della personale dedicata a Santacroce.

Nella stessa direzione si inserisce l’intervento della professoressa Germana Barone, delegata del rettore al Processo di accreditamento dei musei al Sistema Museale Nazionale: «il Museo diventa uno spazio di connessioni tra discipline, linguaggi e pratiche, configurandosi come laboratorio permanente di interpretazione del patrimonio culturale nella sua accezione più ampia».

A chiudere, il direttore dell’Accademia catanese, Gianni Latino, che ricorda come la collaborazione con l’Università prosegua attivamente da oltre cinque anni e trovi nella mostra uno dei primi risultati concreti. «Il Dipartimento di Arti Visive, insieme agli storici dell’arte e agli esperti dell’Ateneo, ha costruito un’esposizione dedicata a un artista che racconta il territorio. Una narrazione che non si esprime solo nelle opere, ma anche nel progetto grafico e nella curatela del catalogo: un’operazione complessiva che mette in scena, in ogni suo aspetto, la valorizzazione del territorio come scelta culturale e identitaria».

I visitatori saranno accolti e guidati in mostra da studenti e studentesse dell’Accademia, coordinati da Valeria Cristaldi, Alessandro Egitto e Ilaria Egle Tomaselli, sotto l’egida attenta di Elisa Francesconi (docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Catania) e Viviana Scalia (docente di Museologia e Storia del Collezionismo presso l’Accademia di Belle Arti di Catania).

 

Biografia di Antonio Santacroce

Antonio Santacroce, artista poliedrico che spazia dalla pittura all’incisione, alla scultura e alla scenografia, nasce a Rosolini il 18 dicembre 1945. Si avvicina al mondo artistico grazie ai disegni che il padre utilizza per illustrare i suoi scritti di satira politica e ai bozzetti tratti dalle storie dei paladini di Francia, dipinti presso la bottega da “Don Giuorgi u pitturi”, rinomato pittore di carretti siciliani del territorio. Nel 1958 frequenta una scuola di artigianato artistico serale, dove apprende le tecniche del mosaico e delle vetrate. Nel 1963 ottiene una medaglia d’oro per la pittura all’Istituto Gemmellaro di Catania. Nel 1969 si trasferisce a Roma, dove entra in contatto con artisti svizzeri tra cui Johannes Gachnang che lo introduce nel mondo dell’incisione. Trasferitosi in Svizzera, lavora come operaio presso la ferriera di Wohlen e, nel frattempo, frequenta i musei di Zurigo, Basilea e Berna, spostandosi anche ad Amsterdam e Delft. Tornato a Catania, nel 1971 studia la storia dell’arte, della matematica e della geometria, per approfondire le “proporzioni armoniche” che metterà in atto nelle sue opere artistiche. Insegna al Liceo Artistico di Catania e incide le sue prime acqueforti ed acquetinte su un torchio Brissè, l’unico a quei tempi, presente nella Sicilia orientale; viaggia in Germania e Svizzera, studiando grandi artisti come Bellmer, la Kollwitz, Klee e Kandinsky. L’arte di Antonio Santacroce si muove a partire da una costruzione armonica, che deriva dallo studio della classicità antica, giungendo poi alle strutture di Klee ed accogliendone il segno dinamico, realizzato attraverso continue sovrapposizioni. Nel 1989 insegna al Liceo Artistico di Zurigo della Kantonsschule Freudenberg e dal 1991 vive e lavora tra Svizzera e Italia.

 

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Antonio Santacroce. Maestro dell’immaginazione e della materia

dal 20 febbraio al 30 aprile 2026

 

Coordinamento generale di Germana Barone

Cura del catalogo di Vittorio Ugo Vicari

 

Sede: Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane - Università degli Studi di Catania

Indirizzo: Piazza Università, 2 - Catania

Orari: dal lunedì al giovedì 8.30 / 13 - 14.30 / 17; venerdì 8.30 / 13

Ingresso: gratuito

Info e prenotazioni: museodeisaperi@unict.it | info@fondazioneantoniosantacroce.org

 

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