Università di Palermo, scoperta una terapia per trattare l’obesità

Definita dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel lontano 1997 come un'epidemia, l’obesità interessa oggi nel mondo almeno 600 milioni di individui. Un’epidemia che nel tempo è dunque risultata inarrestabile per proporzioni e dimensioni. Le stime ricavate dagli attuali trend di crescita non fanno poi ben sperare! Nel 2030, infatti, buona parte (circa 3.3 miliardi di soggetti) della popolazione mondiale potrebbe essere in sovrappeso (2,2 miliardi) od obesa (1,1 miliardi). A questi dati, è bene non dimenticarlo, va collegato il progressivo aumento della prevalenza di patologie legate al peso in eccesso e ad una errata alimentazione come diabete, ipertensione, insufficienza cardiaca e respiratoria.
I numeri relativi alla diffusione di questa condizione medica sono allarmanti anche in Italia dove si conferma l’andamento mondiale con circa 7 milioni di obesi e 16,5 milioni di individui sovrappeso. Non fa eccezione la Sicilia dove si contano circa 800.000 obesi e 2.300.000 persone in sovrappeso, complessivamente il 47 % della popolazione residente, ovvero un siciliano su due.
Il lavoro, dal titolo Two-year effects of semaglutide in adults with overweight or obesity: the STEP 5 trial, è stato condotto al Policlinico “Paolo Giaccone”, centro coordinatore nazionale, e ha confermato la disponibilità di terapie sempre più efficaci per trattare l’obesità.
«Semaglutide, farmaco già noto ed in commercio alla dose settimanale massima di 1 mg per il trattamento del diabete, si è dimostrato molto efficace per il trattamento dell'obesità con un dosaggio di 2.4 mg. Lo studio STEP 5 ha avuto una durata di 104 settimane al termine delle quali è stata ottenuta una perdita media di peso pari al 15.2% rispetto al peso iniziale. In pratica, alla fine dello studio, il 77% circa dei partecipanti ha ridotto il proprio peso corporeo di almeno il 5%, che è il valore soglia per considerare efficace un trattamento per l'obesità. Sono dati molto importanti e, in molti casi, l'entità del calo di peso è raffrontabile a quello che può ottenersi con la chirurgia dell'obesità. Il farmaco si è dimostrato sicuro ed i principali effetti indesiderati sono quelli già noti, di tipo gastrointestinale, il più delle volte di lieve entità e transitori. Di fatto, gli effetti indesiderati hanno comportato la sospensione del trattamento molto raramente, solo nel 3.9% dei casi contro lo 0.7% del gruppo placebo. Stiamo vivendo un momento epocale, una vera rivoluzione nel campo del trattamento dell'obesità, una malattia sino a qualche anno addietro priva di trattamento farmacologico, e nel futuro disporremo di farmaci sempre più efficaci. L'auspicio è che questi farmaci, in considerazione della loro efficacia, possano essere garantiti dal Sistema Sanitario Nazionale», ha spiegato il professor Buscemi.
Per saperne di più
www.nature.com/articles/s41591-022-02026-4
Foto di copertina: Pixabay
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