
Tisana: riconoscere i fitopreparati

I rimedi ottenibili dalle piante devono essere veicolati nelle maniere più idonee per far si che la droga rilasci i suoi principi attivi. In farmacognosia con il termine “droga” si definisce il corpo vegetale (organo) che contiene sostanze farmacologicamente attive. Le droghe vegetali possono essere utilizzate come matrici di diverse tecniche estrattive. Bisogna scegliere la forma di assunzione più appropriata per ottenere l'effetto desiderato. Oltre alle componenti attive di una droga, si tiene conto, nella scelta della preparazione fitoterapica, di tutto il “fitocomplesso” che include anche le sostanze funzionali di ordine minore. Generalmente le droghe possiedono diverse proprietà e possono essere impiegate nel trattamento di diversi disturbi. Possono altresì essere frasche o essiccate. L'impiego di materiale vegetale fresco è limitato per la presenza d'acqua che ostacola molti processi di lavorazione e conservazione.
Le forme farmaceutiche dei preparati fitoterapici si distinguono in base al procedimento di lavorazione in:
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per polverizzazione
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per distillazione
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per estrazione con solventi
Passiamo dunque ad analizzare le forme più semplici, quelle che possiamo ottenere facilmente anche a casa nostra. Se, infatti, il solvente di estrazione è l'acqua si possono distinguere tre tipi di preparazione: infusi, decotti e tisane. Oggi parliamo delle tisane, che secondo il Formulario Nazionale (F.N.) della Farmacopea Ufficiale Italiana XII, sono preparazioni acquose ottenute estemporaneamente da una o più droghe vegetali e sono destinate ad essere somministrate per via orale, come tali a fini terapeutici o come veicoli di altri medicamenti. Possono essere leggermente edulcorate o aromatizzate e vanno, di preferenza, consumate al momento. Per le tisane si utilizzano le droghe in “taglio tisana” che, attraverso l'utilizzo di setacci con determinate larghezze delle maglie, subiscono una separazione del materiale vegetale ritenuto idoneo dalle polveri che vengono scartate.
Se la nostra tisana è composta da più di una droga è bene rispettare la seguente costituzione:
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rimedio base
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sinergizzante
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coadiuvante
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correttivo (del sapore, dell'odore, del colore)
Le tisane migliori sono miscele di 4-5 droghe. Si consiglia nel non eccedere nella formulazione delle miscele per sfruttare al massimo i benefici del rimedio base. Secondo la F.U I. la posologia migliore si ottiene con 10-20 g di droga per un litro d'acqua. Prima dell'assunzione la tisana dev'essere adeguatamente filtrata tramite garze o colini a maglie molto fitte. La tisana si può impiegare anche per uso topico in bagni o impacchi.
È molto importante non ricorrere all'autodiagnosi ed alla scelta incondizionata di rimedi erboristici. Siamo tutti degli equilibri unici pertanto un preparato prodigioso non potrà mai essere utile per chiunque. Le informazioni qui fornite servono per una maggiore consapevolezza nella comprensione del mondo delle erbe. La ricetta giusta è sempre quella studiata ad hoc da un esperto erborista.
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