Svezzamento... cosa fare?

Autore:
Maria Rita Ursino
15/06/2020 - 04:10

«Signora, adesso possiamo iniziare ad introdurre gli alimenti solidi, nella dieta del suo bambino».

Tante mamme si sentono dire questa frase dal loro pediatra, sia dal più progressista, che ti esorta ad iniziare a 4 mesi, che dal più conservatore, che ti spinge a dare solo latte fino ai sei mesi compiuti.

Ma dove sta la verità? Quando un bimbo è davvero pronto a ricevere il cibosolido”?

La risposta universale purtroppo non c’è, perché sarà il bimbo e solo lui che inizierà a mostrare interesse verso qualcosa di diverso dal latte.

Guarderà con interesse al cibo messo a tavola, al cibo portato alla bocca da mamma e papà e ingoierà quella mistica pappa, presente nel cucchiaino, con tanta appassionata gioia.

La scienza ci dice, oggi, di introdurre subito tutti gli alimenti, glutine, pomodoro, pesce e persino arachidi, ma sussistono ancora vecchie e radicate scuole di pensiero che ti invitano a dare l’uovo dai sette mesi, il pomodoro dopo un anno, le fragole al diploma... volendoci scherzare su; in effetti questa teoria ha poca verità e la comunità scientifica è unita nel pensare che, a meno che non ci siano allergie in famiglia, l’introduzione di tutti i cibi va fatta entro il primo anno di vita.

Detto ciò, vorrei spendere due parole sui cibi in particolare. Personalmente consiglio alle mamme di somministrare cibo vero ai loro bambini, senza passare da pappe lattee o biscotto granulare, che hanno troppo zucchero, o da omogeneizzati che hanno un sapore distante anni luce dal cibo vero. Cibo vero che il bambino imparerà ad apprezzare molto di più, se il suo palato non ha assaggiato quelle pappine pronte. Alcune mamme irrompono dicendo che il baby food è più controllato, che va consumato fino ai tre, e dico tre, anni di vita... che bla bla bla.

Non posso che essere d’accordo con tutto questo, ma non sostengo che vada inserito il cibo di scarsa qualità e non controllato, ma alimenti di filiera, a chilometro zero e preferibilmente biologici. Un esempio clamoroso è rappresentato dalle uova. Se do al mio bimbo un uovo di gallina felice, biologico ed allevato a terra, chi dice che mio figlio non possa mangiare anche quella gallina?

Oppure, se compro il freschissimo pesce pescato nel nostro Mediterraneo, chi dice che sia meno salubre del pesce omogeneizzato e di allevamento, che trovo nei vasetti?

Per fortuna, oggi, tanti pediatri sono concordi con questo pensiero e tante mamme preparano con amore per i loro piccoli, mamme avvocato, mamme ingegnere, mamme biologo, che non hanno tempo come tutti, ma che investono nella crescita dei loro bambini.

E gli omogeneizzati? Usateli solo nelle emergenze, e, comunque, non usate solo quelli!

 

Maria Rita Ursino, biologa nutrizionista

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