Risparmio: "la pioggia" per irrigare i parchi della città

Autore:
Riccardo Anastasi
30/10/2015 - 11:32
Un angolo del Parco Verde dell'ex vetreria di Pirri, poco fuori il centro cittadino di Cagliari

Cagliari - Nell’era degli accumuli pluviometrici da contesto drammaturgico, delle allerte meteo reali o fasulle che scandiscono con scientifica previsione la quotidianità di tutti i facebook-meteo-dipendenti e dei click disperati sui siti di informazione metereologica come miglior vademecum per la conquista del buonumore giornaliero, spunta, come raggio di sole a cielo plumbeo, una notizia, un’idea o, se volete, un progetto di fattibilità, destinato a rendere meno amaro il comune sentire verso nostra sorella pioggia.

Come? Con un riutilizzo virtuoso delle acque piovane nella loro fase post-depurazione per l’irrigazione di aree a verde, parchi comunali e spazi coltivati di pubblica utilità. Dove? Diversi progetti pilota prendono piede su tutto il territorio nazionale, ma quello che viene segnalato nell’hinterland del comune di Cagliari, vero polo propulsivo e produttivo isolano, sembra destinato a vedere la luce molto presto, raccogliendo consensi larghi e pieni.

 foto tratta dal portale web

Il tutto alla “modica” somma di? Se non fosse altro per le dimensioni dell’area idealmente abbracciata dai lavori di progettazione dei sistemi di irrigazione e riutilizzo delle acque piovane, ci sarebbe poco da scherzare su, ma si parla di un investimento di circa 6 milioni e 400mila euro, a fronte di un risparmio di oltre 450mila euro necessari al solo smaltimento dei reflui. Nello specifico, il progetto che fa del virtuosismo e dell’efficacia il suo punto di forza prevede la realizzazione di un totale di circa 19 chilometri di nuove condotte irrigue conformi alla natura accidentata del territorio e tecnologicamente avanzate, che toccheranno diversi punti strategici dell’hinterland cagliaritano: dall’area di Is Arenas, allo storico colle di San Michele passando ancora per la zona dei parchi di Monte Claro e Monte Urpinu, il lazzaretto di Sant’Elia, quartiere ad elevatissima densità popolare, e l’area dell’Ippodromo. 

Nella tesi progettuale che vede coinvolti diversi enti tra cui il Comune di Cagliari ed “Abbanoa” (l’ente che gestisce la fornitura dell’acqua su quasi tutto il territorio sardo), anche l’ipotesi di evitare la dispersione in mare dei reflui depurati e la loro riutilizzazione con conseguente immissione nelle condotte di nuova realizzazione e convogliamento in grandi vasche di deposito da cui si attingerà per dare linfa, vita e sostegno al verde cittadino. Come da previsioni, proprio la raccolta delle acque piovane, spesso causa di veri e propri allagamenti nei tratti urbani a maggiore indice di traffico veicolare (Pirri, Quartu Sant’Elena) servirà, inoltre, ad evitare finalmente l’utilizzo intensivo e dispendioso dell’acqua potabile per l’irrigazione delle aree verdi in un’ottica di  una gestione sostenibile delle risorse idriche.

Conti alla mano, trapelano numeri quantomeno curiosi: 730mila metri cubi di acqua all’anno in meno, per un risparmio di circa 465mila euro utilizzati, allo stato attuale, solo per l’irrigazione delle aree verdi. E spesso con acqua potabile. 

Non male per un progetto che, ad ultimazione effettuata, permetterà a tanti cittadini locali di evitare di sciorinare denaro sonante al pari dei purtroppo frequenti scrosci di pioggia che, di recente, cadono un po’ troppo violentemente.

 

Fonte fotografia:

Il verde all'interno del parco di Monte Claro, uno dei principali polmoni green che verrà interessato dal progetto - Immagine tratta dal web

 

A cura di Riccardo Anastasi

 

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