Quando il cambiamento passa per l’etichetta

Autore:
Angela Longo
20/11/2015 - 11:54

"È l'etica del produttore, trasformatore, distributore e il rispetto verso il consumatore che richiedono un'etichetta trasparente". Questo dice Mario Pianesi, ideatore, fondatore e presidente dell'Associazione Upm (un punto macrobiotico), che propone una vera e propria filosofia di vita, basata sulla riscoperta di antiche pratiche alimentari.

La scienza macrobiotica si fonda soprattutto sulle antiche teorie cinesi dello Yin e dello Yang e delle cinque trasformazioni, dove ogni elemento è in equilibrio con gli altri. Tra le diverse interpretazioni macrobiotiche sviluppate nel corso del tempo, la più fedele al modello di Georges Ohsawa è sicuramente l'opera sviluppata da Mario Pianesi, marchigiano di origine, che, dopo aver iniziato a curare la propria alimentazione e a coltivare cereali, verdure e legumi, nel 1980 ha fondato Upm, presente oggi in Italia con negozi, ristoranti, cooperative agricole, laboratori, case editrici e altro ancora.

Il percorso di Pianesi si sviluppa sull’idea assoluta di un’agricoltura sostenibile: la Policultura Pianesiana, infatti, si fonda sull’autoproduzione spontanea dei semi e sul recupero di varietà di cereali, ortaggi e legumi, antiche e autoctone, coltivate senza prodotti chimici di sintesi e in rotazione e consociazione con erbe spontanee, cespugli, alberi. Sempre nel rispetto del concetto di sostenibilità, Mario Pianesi, è anche l’ideatore dell'Etichetta trasparente, che tutela il consumatore, l’ambiente e il commercio, creando un sistema di tracciabilità dettagliatissimo, all’interno del quale viene certificata la provenienza del prodotto e tutte le fasi della sua trasformazione.

Un sistema rivoluzionario di comunicazione, dunque, che fornisce informazioni dettagliate sulle caratteristiche di tutti gli ingredienti e ne traccia l’origine, il metodo di coltivazione, di trasformazione, di lavorazione, e fornisce le più importanti informazioni sul suo impatto ambientale (la quantità di CO2 prodotta, la quantità di acqua ed energia utilizzate) descrivendone, inoltre, tutti i passaggi della filiera di produzione. Un’efficace misura di contrasto e di autodifesa per i consumatori, i produttori ed i commercianti, che è stata presentata al Senato italiano già nel 2003; proposta e votata da quasi la metà del parlamento europeo nel 2009 e poi ancora nel 2014; oggetto di diversi convegni nel corso degli ultimi anni e che, oggi, certifica più di 400 prodotti. A testimonianza che più che il packaging conta l’etichetta e che, oggi più che mai, si sente l'esigenza di non lasciare che sia la confezione a sedurre ma il contenuto dei prodotti, in Italia sono già centinaia le aziende del settore agroalimentare e di altri settori (quali abbigliamento, calzature, arredamento, edilizia, oggettistica) che hanno deciso di applicarla per comunicare ai consumatori, in trasparenza, la qualità dei loro prodotti ed il loro impatto ambientale.

L'esperienza di Mario Pianesi testimonia che la trasparenza è un’autentica rivoluzione!

 

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