La magia del riciclo creativo. Intervista ad Anna Maria Liggeri

Autore:
Francesca Santangelo
24/05/2017 - 01:00

Un tovagliolino di carta può diventare un fiore. Da un vasetto di yogurt può nascere un pupazzetto. Un flacone di detersivo trasformarsi in una macchinina. Magia? Forse. Guardare il mondo e tutto ciò che ci circonda con occhi diversi, con un pizzico di fantasia e creatività, può rivelarsi davvero utile. E anche molto divertente.

«Diventando adulti, molti perdono il loro rapporto con la parte bambina. Chi ha la fortuna di avere un lavoro come il mio, quella parte bambina non la perde mai, è sempre un nutrimento»Le parole di Anna Maria Liggeri, socia dell'Associazione A.D.A.S. (onlus senza scopo di lucro che si occupa di difesa dell'ambiente e di salute), che da anni si dedica al sociale, occupandosi di laboratori di Riciclo Creativo per bambini di tutte le età, dal nido ai ragazzini dei superiori. Nati dall’amore per i bambini, dal rispetto dell’ambiente e dalla propria capacità creativa, laboratori del genere mirano a due obiettivi fondamentali: ridare vita all’oggetto, donando una nuova materialità e rieducare al rispetto dell’ambiente e lo sviluppo della creatività.

«I bambini sono sempre più avanti rispetto a noi adulti. Attivano tutte le risorse possibili e immaginabili e fanno di quei percorsi di fantasia che aiutano addirittura chi tiene il laboratorio»Un ritorno dunque alla fanciullezza con la consapevolezza dell’essere adulto. Divertirsi insieme ai bambini con la stessa spensieratezza e fantasia.

Un progetto che ha assolutamente riscontri positivi sia coi bambini che con i ragazzi delle superiori; svolto logicamente in modo differente a seconda della crescita e allo sviluppo cognitivo e soggettivo. Dall’idea di dare una nuova vita agli oggetti che noi solitamente gettiamo via, donando loro nuova materialità, può nascere un gioco con lettere e numeri, quindi anche un modo ludico per imparare. O ancora la riscoperta della manualità, il contatto con la propria parte manuale, ormai persa ai nostri giorni da molti ragazzi della fascia d’età adolescenziale. La riscoperta della parte creativa presente in ognuno di loro, che spesso viene annullata attraverso un uso eccessivo del PC o delle nuove tecnologie.

Svolti in diverse parti d’Italia, le esperienze più significative, – ci racconta ancora Anna Maria – i ricordi più belli, sono legati senza dubbio ai laboratori svolti nei quartieri più difficili. Quartiere sanità a Napoli, San Cristoforo a Catania, quartiere Zen a Palermo: zone dove vi è l’anima, il Genius Loci della città.

«Andare in questi posti. È lì che si sente, si tocca, si vedono i problemi reali della città e la difficoltà dell’essere bambini. A molti di loro che vivono in queste zone gli viene tolto il diritto all’infanzia. Certo che un laboratorio di riciclo non glielo può restituire, può però restituire il diritto al gioco, il diritto alla creatività».

E ancora. «Il cambiamento deve iniziare dai bambini. Se a un bambino lo si stimola ad amare il proprio luogo, amare se stesso, poi lui sarà portato a rispettare gli altri e se stesso. Ma se questi bambini non hanno nessuno che crede il loro, rimarranno sempre succubi della situazione in cui vivono».

Rispetto dell’ ambiente, diritto all’infanzia, educazione, apprendimento attraverso attività ludiche: il riciclo creativo è tutto questo. Un vero progresso che prende sempre più piede nel territorio italiano, mentre già in altri luoghi, il progetto di riciclo è qualcosa di già assodato, che non ha alcun carattere innovativo.
I laboratori inoltre nascono all’interno del progetto di “Fata Febosilla”, che è un po' una figura magica che serve a entrare nel mondo del bambino e a portare serenità alle mamme, sostenendole nei primi anni di vita del bambino. I primi 12 mesi infatti sono parecchio pesanti e con lo scopo di alleggerire la fatica, Fata Febosilla dà consigli di pedagogia. Un blog dove all’interno è possibile trovare giochi, idee, consigli, fiabe. Insomma, tutto il mondo del bambino a 360°.

 

Di seguito potete trovare il link allegato che vi riporta direttamente al blog:

https://fatafebosilla.wordpress.com/
 

«Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano».
Antoine de Saint-Exupéry (1990 - 1944), Il Piccolo Principe.

 

Fotografie di Francesca Santangelo

 

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci