La dieta vegana allunga la vita! 8,1 milioni di morti in meno nel 2050

Autore:
Jose Marano
01/04/2016 - 09:30

Ebbene sì, uno studio effettuato  da un gruppo di ricercatori della “University of Oxford” ha rilevato che con la scelta vegana l’intero pianeta e le persone che lo abitano potrebbero avere vantaggi in termini di: salute, ambiente ed economia! Incredibile!? No, vero!  Preferire un’alimentazione a base vegetale al posto di quella animale, condurrebbe entro il 2050 ad una riduzione dal 6 al 10% della mortalità globale del pianeta e ad una diminuzione di emissioni di gas serra nell'atmosfera dal 29 al 70%. Complessivamente, secondo lo studio, i benefici economici collegati a questo cambiamento sarebbero tra 1-31 miliardi di dollari, il che equivale ad una percentuale che va dallo 0,4 al 13% del prodotto interno lordo globale (PIL), sempre entro il 2050.

I vantaggi si avrebbero già con una riduzione dell’utilizzo della carne a 300 grammi a settimana, ma l’obiettivo sarebbe raggiunto a pieno in termini di diminuzione di morti, malattie cardiovascolari, obesità e tumori, con la scelta vegana. I dati emersi parlano chiaro: limitando il consumo di carne avremmo 5,1 milioni di morti evitate all'anno, con una dieta vegetariana 7,3 milioni e con un regime vegano ben 8,1 milioni di morti evitate. Differenziati per fattori di rischio, oltre la metà delle morti evitate (51-57% in tutti e tre gli scenari) sono dovuti alla diminuzione del consumo di carne rossa (Università di Oxford).

Già nel 2013 un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford, con a capo la Dott.ssa Francesca Crowe, aveva effettuato una ricerca pubblicata sul “Journal of Clinical Nutrition” che suggeriva  che la dieta vegetariana poteva ridurre il pericolo di attacchi cardiaci e di ammalarsi di patologie al cuore. "La maggior parte dei benefici della dieta vegetariana sulla salute è causata dagli effetti sul colesterolo e sulla pressione sanguigna" sosteneva Francesca Crowe. L’indagine aveva coinvolto oltre 45 mila volontari. I ricercatori dello studio EPIC avevano analizzato, a partire dal 1990, il livello di salute di 45.000 persone provenienti dalla Scozia e dall’Inghilterra. Di queste il 34% erano vegetariani da più di undici anni.

Durante questo arco temporale erano stati identificati tra i 45.000 volontari, 1235 casi di malattie cardiache. Di questi 169 erano morti, mentre i restanti 1.066 avevano avuto ricoveri per problemi cardiovascolari. In generale era emerso dallo studio che i tassi di decesso più alti erano stati registrati tra gli onnivori, oltre ad avere questi ultimi anche i livelli più alti di colesterolo LDL. I vegetariani invece avevano evidenziato pressione sanguigna più regolare e indice di massa corporea (BMI) nella norma. La storia e gli studi si ripetono e portano e confermano gli stessi risultati: abbiamo la possibilità di contribuire a salvare il pianeta e la nostra salute!

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