La corsa alla tecnologia e la raccolta dei rifiuti elettronici, in Sardegna un altro primato

Autore:
Riccardo Anastasi
28/12/2015 - 19:42
rifiuti apparecchiature elettroniche RAEE Sardegna

CAGLIARI - Che sia tempo di feste o di risparmi, di congiunture economiche o di ristrettezze da soldino messo sotto alla mattonella, nel periodo delle feste, si sa, nessuno si tira indietro nella corsa, sfrenata e desideratissima, all’acquisto tecnologico che sappia soddisfare il gusto di ognuno. Il cellulare all’ultima moda, la TV da camera, il personal computer nuovo e sfavillante rappresentano l’oggetto del desiderio festaiolo di chi, con occhio fedele al bilancio personale, tira la cinghia un intero anno pur di approfittare degli sconti di fine anno e fiondarsi sull’ultimo pezzo disponibile ricercato ardentemente. 
RAEE Sardegna materiali elettronici esauritiMa, desideri e mode a parte, ci si è mai chiesto che fine fanno le nostre vecchie apparecchiature elettroniche una volta terminato, naturalmente o forzatamente, il loro ciclo di vita? 

In tal senso, secondo un protocollo nazionale che prevede la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti da apparecchiature elettroniche, ogni regione provvede, secondo un piano d’azione ben congeniato, all’esigenza di adottare le iniziative più efficaci per limitare la produzione dei rifiuti cosiddetti speciali e a favorirne il loro eventuale riutilizzo o il riciclaggio.  

Una politica che, dati alla mano, sembrerebbe confermare un primato virtuoso raggiunto dalla popolazione della Sardegna che, compensando le sfrenate corse all’ultimo acquisto, già da due anni si pone nella top-ten nazionale per la raccolta delle apparecchiature elettroniche esaurite. 

Parsimonia nella gestione o segno di una rinnovata cultura personale in fatto di rispetto dell’ambiente?
Entrambe, a giudicare dal fatto che l’isola sia la regione più virtuosa dell’area Sud e Isole per la raccolta di questa tipologia di rifiuti, con incrementi significativi che lasciano spazio ad un moderato ottimismo per il futuro. Certamente, sarà facile immaginare che i dati migliori provengano dalle grosse aree urbane ove si concentra sia una maggiore densità abitativa che una presenza di grosse strutture commerciali preposte alla vendita delle nuove apparecchiature. 
Cagliari e Sassari risultano essere le due Province migliori su scala regionale, favorite dalla presenza di specifici centri di raccolta che oltre a rappresentare un ausilio per la comunità, rivestono un importanza chiave anche nel rapporto con le stesse catene commerciali che spesso non riescono a fornire supporto utile al consumatore nella gestione di questa tipologia di rifiuti per la quale, spesso, non vengono previsti specifici turni di raccolta. 

Microcontenitori RAEE Sardegna

E sebbene la politica della gestione dei rifiuti speciali debba assurgere a conquista preziosa nello stile di vita personale di ognuno, essa viene spesso incitata positivamente con la proposta e l’attuazione di incentivi in grado di suscitare reazioni positive. Dalla distribuzione gratuita dell’acqua potabile calcolata sui kili di rifiuti speciali conferiti, ai classici sistemi nei quali vengono concessi punti regalo da collezionare per l’acquisto di altri beni di consumo (spesa alimentare, casalinghi, talvolta altre apparecchiature elettroniche). 
Metodologie efficaci che, assieme alla fattiva attenzione rivolta dai cittadini sardi nei confronti delle tematiche di sostenibilità ambientale, proiettano verso nuove sfide comunitarie l’intera Isola impegnata nel rinnovamento verde delle sue risorse più preziose.

 

Immagini:

Microcomponenti e schede hardware di vecchi apparati elettronici, pronti per lo smaltimento.

Foto tratta da smaltimentotonersardegna.com

Un contenitore per la raccolta di micro rifiuti elettrici ed elettronici.

Foto tratta da sassarinotizie.com

 

A cura di Riccardo Anastasi

 

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