L’amica geniale e Fuoco e sangue: analogie di due amicizie tutte al femminile

Due best seller famosi in tutto il mondo, grazie al tocco magico dei loro autori: Elena Ferrante, l’autrice dall’identità nascosta e vincitrice nel 2016 della medaglia d’oro agli Independent Publisher Book Awards; George R.R. Martin, autore statunitense, più volte vincitore sia del Premio Hugo che del Premio Nebula (i due riconoscimenti più prestigiosi nell’ambito della letteratura fantastica), ma anche di tre Emmy (2015, 2016 e 2018) ottenuti grazie alla serie Il Trono di Spade che adatta per il piccolo schermo il ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco.
Libri che al primo impatto possono risultare dissimili in quanto di genere diverso, ma nei due racconti si nota una grande analogia se consideriamo l’amicizia femminile che lega le protagoniste di entrambe le storie.
Fuoco e sangue di George R.R. Martin, spin-off delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, ha colpito i lettori per tanti aspetti, ma in questa sede ci soffermeremo sull’amicizia tra Rhaenyra Targaryen e Alicent Hightower. Da amiche legatissime a nemiche giurate, le due hanno rappresentato i perni emotivi delle dinamiche della storia grazie al loro rapporto di odi et amo. Entrambe madri, costrette dagli uomini nelle rispettive vite a schierarsi l’una contro l’altra secondo le logiche di un mondo che non contempla l’ambizione nelle donne. Prima che il Trono offuscasse la loro mente, le due condividevano un’affinità che andava oltre la semplice amicizia. Le due sono cresciute insieme come sorelle: Alicent era la dama di compagnia e migliore amica della principessa Rhaenyra, erede al Trono di Spade. Ma la magia si ruppe nel momento in cui il padre di Rhaenyra, il re Viserys, rimase vedovo. Ser Otto, il padre di Alicent e primo cavaliere del re, costrinse la figlia a mostrarsi disponibile nei confronti del sovrano, in modo da accrescere il potere della propria casata. Da quel momento iniziò la scalata per impossessarsi del Trono di spade.
Fin da subito si nota un’analogia tra Alicent ed Elena, le due protagoniste di Fuoco e sangue e de L’amica geniale, ciò che le accomuna è l’invidia. Rhaenyra rappresenta tutto ciò che Alicent non ha mai avuto il permesso o la libertà di essere, poiché per tutta la vita è stata manipolata da uomini più grandi di lei. La stessa invidia che prova Elena nei confronti di Lila, la ragazzina del Rione che non ha avuto il permesso di continuare a studiare, ma nonostante tutto risulta più intelligente di lei, poiché continua ad istruirsi da autodidatta. Ma ciò che non viene compreso da Alicent ed Elena è la vita ostacolata di Rhaenyra e Lila. Anche loro donne sottomesse ai doveri sociali, poiché Rhaenyra è costretta ad assumere dei compiti fin da giovane per il bene del suo popolo; Lila, invece, non ha la possibilità di coronare il suo sogno: diventare una scrittrice. Perché la sua famiglia è povera ed è costretta durante l’adolescenza a lavorare ed a sposarsi.
Ma nonostante l’odi et amo, le due protagoniste non hanno mai smesso di volersi bene. Per quanto in alcuni momenti della storia possano sembrare nemiche agguerrite, in altri episodi ritorna quell’affetto che custodiscono all’interno del proprio cuore. C’è il ricordo dell’infanzia perduta e una forma d’amore nuovo a cui nessuna delle due riesce a dare un nome. Sono legate ad un destino che le inchioda al loro sesso biologico; gli uomini le tiranneggiano attraverso i loro corpi.
In conclusione, possiamo affermare che in entrambi i romanzi vi è un continuo evadere, diventare e un trasformarsi in qualcosa di nuovo. Il diventare è la traiettoria che ci allontana dalle nostre madri, dai nostri padri, dai nostri fratelli e dalla paura di crescere somigliando sempre di più a loro, autonomi dalla violenza e dal sapere senza tradizione.
In copertina: Immagine tratta dalla serie televisiva House of the Dragon che è basata in parte sul volume Fuoco e sangue
All’interno dell’articolo: Immagine tratta dalla serie TV L’amica geniale
Leggi anche i seguenti articoli
www.ilpapaverorossoweb.it/article/l’amica-geniale-uomini-che-fabbricano-le-donne
www.ilpapaverorossoweb.it/article/triskelion-il-fantasy-siciliano-di-roberta-randone
clicca e scopri come sostenerci
Autore
Autore

È nata a Catania il 15 novembre 1995. I suoi studi in ambito storico-artistico prendono avvio nel 2016 con il primo corso di laurea in Beni Culturali che ha termine nel luglio 2019 con una tesi di ricerca sul pittore Pietro Novelli. A due anni di distanza dalla prima Laurea, consegue nel novembre 2021 la magistrale in Storia dell’Arte e Beni Culturali con una tesi di ricerca su alcuni esemplari del Cinquecento posseduti dalle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero” di Catania.
A gennaio 2022 entra a far parte della Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, approfondendo i suoi studi sulla Storia dell’Arte Moderna. In particolare, il suo lavoro sul patrimonio culturale del Seicento siciliano contribuisce a ridare un nuovo slancio alla storia dell’arte italiana. Attualmente ha numerose pubblicazioni al suo attivo in riviste artistico-letterarie.







