
Tra il 2010 e il 2015 balzo del 40% del consumo di antibiotici nel mondo

Tra il 2000 e il 2015 il consumo globale di antibiotici è cresciuto di quasi il 40%, nonostante gli allarmi sui rischi legati alla resistenza, con alcuni paesi a medio e basso reddito che hanno superato quelli più ricchi nell'utilizzo di questi farmaci.
Lo afferma un report su settantasei paesi coordinato dal Center for Disease Dynamics, Economics & Policy di Washington, che mette l'Italia tra i “cattivi”.
Secondo i dati raccolti nel 2015, nei quindici anni sono state consumate in totale 35 miliardi di dosi di antibiotici nel mondo, con un aumento del 65%, mentre il tasso di consumo ogni mille abitanti è passato da 11,3 a 15,7 dosi al giorno, con una crescita del 39%. L'aumento maggiore, di circa il 77%, si è avuto nel periodo considerato nei paesi a basso e medio reddito, mentre in quelli più ricchi il dato è sostanzialmente stabile.
L'Italia, con un consumo ogni mille abitanti di circa 30 dosi al giorno, è al quindicesimo posto tra i settantasei paesi considerati.
Peggio di noi fanno ad esempio la Spagna e la Grecia, terza e quarta, mentre Turchia e Tunisia sono ai primi due posti intorno alle 48 dosi al giorno ogni mille abitanti. L'aumento, sottolinea Eili Klein, uno degli autori, riguarda sia i vecchi antibiotici che quelli di nuova generazione. «Ora più che mai – afferma - abbiamo bisogno di interventi efficaci che ne riducano l'uso, sia sulla gestione che sull'educazione pubblica».
(ANSA)
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