Ritorno alla terra: dall'ufficio alla coltivazione dello zafferano

Autore:
Redazione
07/04/2016 - 09:45

TORINO - In tempi come i nostri, dove l’assenza di lavoro è una piaga sociale, sono sempre di più i giovani che si reinventano, mettendo a frutto i loro talenti e le loro passioni, tanto che, lavori che credevamo scomparsi, tanto nell'artigianato quanto nell'agricoltura stanno tornando alla luce. E’ questa anche la storia di Micaela e Paolo, due giovani sposi piemontesi che hanno lasciato i loro rispettivi lavori, per coltivare lo zafferano con il sogno di riportarlo a essere prodotto tipico del Monferrato astigiano, già dal XV secolo punto di riferimento nel commercio dello zafferano. Abbiamo parlato con Micaela, proprio mentre era impegnata nel suo lavoro, che con gentilezza ed entusiasmo ci ha raccontato com'è nata quest’avventura, descrivendoci un’Italia fatta di giovani pieni di coraggio, passione e che non hanno paura della fatica.

Partiamo dall'inizio, com'è nato il vostro progetto?

Tutto è iniziato più o meno sette, otto anni fa, quando mio marito per curiosità guardando un servizio in televisione ha visto la pianta dello zafferano, si è incuriosito e ha piantato nell' orto di casa qualche bulbo di zafferano, come può fare chiunque. Con il passare del tempo questa curiosità si è trasformata in ossessione, quindi aumentava di anno in anno la quantità di bulbi che si coltivava e, quando arrivi a una quantità limite o torni indietro e continui a farlo per hobby,o fai il passo e inizi a coltivarlo veramente. E quindi ci siamo fermati, abbiamo ragionato e con un pizzico di follia, abbiamo iniziato quest’avventura. Inizialmente si è licenziato subito lui, i progetti erano quelli che io continuassi a lavorare ma le due realtà erano troppo diverse e, a distanza di qualche mese, l’ho seguito a ruota e ci siamo licenziati entrambi. Quindi tutto nato da una curiosità che poi si è trasformata in una scelta di lavoro e di vita.
 

Com'è cambiata la vostra vita?

Le giornate sono cambiate nel senso che prima avevamo un orario di lavoro che adesso non c’è più. Come in qualsiasi settore quando l’azienda è tua non ci sono lancette che girano, si va avanti all'infinito. Lavoriamo sette giorni su sette, perché lavoriamo nei nostri terreni, sabato e domenica nei mercati e nelle fiere a fare la vendita, quindi non ci sono riposo,non ci sono le ferie. Cambia anche la qualità della vita quotidiana, un conto era vivere in città, un conto in campagna.

 

Oggi c’è una maggiore preferenza per la formazione universitaria, mentre voi invece avete riscoperto un lavoro che tra i giovani tende a scomparire…

Diciamo che c’è stato il classico boom di quelle che erano le professioni del terziario come settore e adesso che è alla saturazione qualcuno sta iniziando a guardare indietro e quindi a vedere che in realtà la terra può offrire grandi opportunità. Stiamo suscitando tanto interesse ma un po’ ci stupisce perché in realtà penso che in qualsiasi lavoro se uno ci mette tutto il suo impegno, la sua volontà, il risultato viene fuori per forza perché è fatto con il cuore. Ci sono tante realtà come noi, noi stiamo venendo fuori come esempio, ma dentro il mondo agricolo vediamo che ci sono tanti giovani che come noi ritornano alla terra o continuano il lavoro dei genitori senza vergogna, nel senso che ormai l’agricoltore non è più un lavoro svilente come era visto prima, ormai si è imprenditori agricoli, quindi non è più solo coltivare la terra e produrre un ortaggio piuttosto che allevare una mucca, ma si continua con la vendita.

 

Di cosa si occupa nel dettaglio la vostra azienda?

Come coltivazione abbiamo lo zafferano e poi abbiamo i piccoli frutti, quindi more, mirtilli, lamponi, fragoline e un po’ di frutteto. Con lo zafferano ovviamente produciamo la spezia principale e quindi la possiamo presentare in pistilli per poterla consumare a livello alimentare e poi ci siamo inventati un po’ di prodotti a base di zafferano come un liquore, delle confetture a base di zafferano e un miele allo zafferano molto buono. Invece con i piccoli frutti facciamo le confetture come le facevano le nonne con frutta e zucchero, molto genuine. La nostra giornata è dalla mattina alla sera nei campi o nel laboratorio e poi il sabato e la domenica facciamo questi mercatini, quelli di campagna amica e coldiretti e alcune fiere, da quelle della nostra zona ad altre regioni.

 

Quali sono le proprietà dello zafferano?

Raffrontandoci con erboristi e trattati scientifici lo zafferano ha proprietà antiossidanti ed ha otto milioni di volte in più il carotene di una carota. Viene usato nella cultura orientale per curarsi contro le infiammazioni, quindi ha un effetto antiinfiammatorio. Per le donne aiuta a regolare il ciclo mestruale; è un antidepressivo, quindi viene usato per fare sciroppi usati come antidepressivi naturali. E’ una spezia molto ricca, ma è molto più conosciuta la cugina, la curcuma, anch'essa ricca di proprietà, ma più economica, quindi forse per questo più popolare sul mercato. Lo zafferano però è concentratissimo, se per esempio devo usare 1 grammo di curcuma per ottenere certi benefici con lo zafferano ne basta un decimo.  E’ una spezia che sta rivivendo una seconda vita, perché culturalmente le persone cominciamo a preferire la qualità piuttosto che la quantità.

 

Sappiamo che organizzate tirocini in azienda con ragazzi disabili

Abbiamo iniziato l’anno scorso e continueremo anche quest’anno, perché è stata una bella esperienza anche per noi  l’inserimento in azienda con questi tirocini con ragazzi o donne che hanno subito vicissitudini particolari e rientrano in certe categorie, oppure dei ragazzi con disabilità mentali. E’ bello lavorare a livello sociale sul territorio, anzi spero che tante aziende da questo punto di vista ci seguano, anche se è sicuramente impegnativo perché questi ragazzi sono da seguire, hanno bisogno di un tutor. Però nel settore vediamo che ci sono tante aziende che fanno questo lavoro.

 

Quali sono i maggiori ostacoli che avete incontrato?

Per noi che non arriviamo da un mondo agricolo la difficoltà è stata non essere iscritti come agricoltori, quindi la ricerca del terreno, trovare qualcuno disposto a vendere la terra. Noi ci abbiamo messo più di un anno ma ce l abbiamo fatta. È difficile per un giovane che non è agricoltore trovare la terra perché i vecchi agricoltori non la vendono. L’altra difficoltà è quella burocratica, invito chi ha intenzione di intraprendere questo percorso di proseguire per la loro strada perché noi non ci siamo fatti fermare da queste difficoltà. Abbiamo anche provveduto a mettere a posto il laboratorio, perché lavoriamo con l’alimento e quindi dobbiamo garantire la sicurezza alimentare del consumatore. Questi intoppi ci hanno rallentato l’apertura dell’azienda di quasi due anni. Non sono necessari grandi capitali però come per qualsiasi azienda che nasce qualche risparmio da parte si deve avere, perché qualche investimento è da fare. Gli aiuti statali ed europei a volte ci sono a volte no, dipende i periodi. Noi ci siamo autofinanziati, un po’ ci hanno aiutato le nostre famiglie, però  in questo periodo la comunità europea ha ripristinato i fondi e quindi i giovani che vogliono iniziare in questo preciso momento possono trovare dei fondi a disposizione.

 

A cura di Rosa Rita Bellia

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci