"Mini-TAV" ad Avellino: un cantiere lungo 9 anni, residenti schiavi dei calcinacci

Autore:
Tiziano Fusella
14/12/2015 - 12:49

AVELLINO - Potrebbe essere definita una "mini-TAV" del Sud, in quanto a invasività del progetto. Nelle ultime settimane, poi, si è trasformata in una lotta contro il tempo per concludere i lavori di un’opera per molti "inutile", mentre il cantiere è aperto da quasi nove anni. Se al 31 dicembre non saranno terminati i lavori del tunnel che passa sotto le vie principali del centro di Avellino, si rischia di perdere il finanziamento europeo che dovrebbe coprire parte dei lavori. Ma questo sarebbe solo uno dei guai che il progetto del sottopasso nel centro storico di Avellino ha creato. Da quando è stato approvato, nel 2007, senza un disegno esecutivo ma solo preliminare, si è scoperto che il tunnel, 800 metri in tutto, come primo ostacolo sarebbe andato a finire diritto nel caveau del Banco di Napoli sovrastante. Secondo ostacolo, il torrente Fenestrelle che incolpevole passa di lì. Proprio dove dovrebbe esserci un curvone del tracciato.

Difficile perfino capire lo scopo del tunnel già dalla sua dicitura: "Sottopasso alla viabilità di accesso ai parcheggi interrati di Mercatone e Piazza Libertà". Ma dal momento che il Mercatone è un eco-mostro mai entrato in funzione e i parcheggi nella piazza non esistono, sono in molti a chiedersi quale sarà l'utilità dell’opera.

"La funzione del sottopasso sarà minimale rispetto alle previsioni iniziali", ammette l’attuale assessore ai lavori pubblici Costantino Preziosi, che fa parte della terza giunta che si è avvicendata attorno ai tanti cantieri aperti e mai conclusi di Avellino. "Nei punti dove si sono riscontrati ostacoli, la carreggiata è stata ristretta rispetto a quella progettata, ma la bontà dell’opera la stabilirà il collaudo di fine lavori", assicura l’assessore.
Tra varianti, calcoli errati, tracciati da rivedere e correggere, sospensioni dei lavori poi ripresi con una nuova impresa - oggi tocca a quella dell’onorevole Angelo D’agostino, l’ennesima - e poi l’Ispettorato del lavoro che boccia in toto il Piano di Sicurezza e Coordinamento, ritardi, tante promesse, ultima quella dell’ex-sindaco Giuseppe Galasso che disse che entro l’estate del 2013 i lavori sarebbero terminati, e di nuovo polemiche, transennamenti, tuttora presenti.

Le dimensioni sono un punto dolente. "Come farà mai a passarci un camionetta dei pompieri se succedesse un incidente o un incendio là sotto", si chiede l’architetto avellinese Claudio Rossano, che ha depositato un esposto in Procura per evidenziare le tante anomalie del cantiere.

Tra le idee proposte per ovviare i problemi tecnici del sottopasso è venuta fuori anche quella di limare un pilastro del ponte sul torrente, una cosa che ha fatto saltare dalla sedia i tanti comitati che si sono opposti allo smembramento del centro storico. "Impossibile avvicinarsi ai cantieri, tutto recintato, ma da lontano si vede una parete in cemento armato che interferisce col ponte", denuncia Rossano.

Residenti e commercianti della zona da anni vivono tra i calcinacci dei cantieri. Qualche anno fa un uomo, scivolando sul marciapiede è caduto su un tondino di ferro che lo ha infilzato, uccidendolo.  "Abbiamo dovuto procedere con una disinfestazione qualche mese fa, di tasca nostra. Perché nei pressi dei cantieri pullulano i ratti - ha affermato un abitante della zona - Da anni ci sentiamo presi in giro su quest’opera inutile". Largo affidamento viene fatto sul reperimento di fondi europei per coprire i costi del progetto. Ma se i ritardi continueranno, i sei milioni per l’ultima trance dei lavori, oltre ai dodici già spesi, dovranno versarli le casse comunali.

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