La Riserva Naturale Orientata “Fiume Ciane e Saline di Siracusa”

Le competenze - e, quindi, le conseguenti responsabilità - sulla Riserva Naturale Orientata “Fiume Ciane e Saline di Siracusa” sono, in atto, in capo al Libero Consorzio Comunale di Siracusa al quale vennero trasferite dalla Provincia Regionale di Siracusa in un contesto normativo e gestionale incerto che, nel tempo, è diventato ancor più problematico davanti alle ipotetiche diverse configurazioni che potrebbe avere il nuovo Ente intermedio che dovrebbe essere istituito.
Condizionamenti, paralisi e mancanza (in atto) di credibili prospettive non possono, allora, essere che conseguenti; comuni e condivise, peraltro, con tutte quelle altre situazioni (e non solo naturalistiche) dove i quadri di riferimento normativi prescindono, purtroppo, da una possibile e reale fruizione a vantaggio della collettività.
Una gestione diretta pubblica è da preferire sempre e comunque (senza, peraltro, mettere mano a rimuovere incancrenite e sempre più irreversibili insidie) oppure sarebbe meno peggio cominciare a pensare ad un coinvolgimento di un privato sociale espressione della società civile? Peraltro, nel rispetto di quel principio di sussidiarietà previsto nel nostro ordinamento?
Domande più che legittime, a maggior ragione quando si è in presenza di ambienti naturali assai delicati e particolarmente fragili, come quelli che rientrano all’interno di questa riserva.
Situata già nella periferia della città di Siracusa, la R.N.O. “Fiume Ciane e Saline di Siracusa” è costituita dal corso del fiume Ciane e dalla zona umida delle vecchie saline (attive già nel Seicento, vennero dismesse negli anni Ottanta del secolo scorso), vicino alla sua foce.
Il fiume Ciane, dopo un percorso di circa 8 km in parte naturale ed in parte artificiale in seguito a numerosi interventi umani degli ultimi decenni, sfocia nel Porto Grande di Siracusa; lungo il suo corso è presente una florida ed interessante vegetazione ripariale con specie di alto pregio quali la cannuccia di palude, il giaggiolo acquatico e, soprattutto, il papiro (che qui, come lungo il corso del fiume Fiumefreddo, in provincia di Catania, cresce allo stato spontaneo). Importanti anche le presenze arboree, con prevalenza di frassini, che conferiscono all’intero ambiente una significativa peculiarità e motivi per gradevoli ed apprezzate passeggiate all’aria aperta.
Il luogo dove erano attive le saline è ormai un ambiente palustre, talora a livello leggermente inferiore rispetto a quello del mare. Dato l’elevato grado di salinità dell’intera area, il sito presenta un variegato campionario di specie vegetali caratteristiche di queste condizioni, come la salicornia, la violaciocca selvatica, il giunco spinoso e varie specie di Limonium. L’intero comprensorio risulta, inoltre, importante luogo di sosta per l’avifauna migratrice (airone cinerino, garzetta, cavaliere d’Italia, porciglione, folaga, alzavola, fischione, cigno reale, fenicottero, spatola, falco pescatore e cormorano), come pure di nidificazione (tarabusino, gallinella d’acqua, porciglione, martin pescatore, cannaiola e pendolino).
Si tratta, dunque, di situazioni naturalistiche assai interessanti e con opportunità di grande valenza che, però, vengono colte assai poco, mentre invece, se prese adeguatamente in considerazione, sarebbero in grado di esprimere potenzialità di notevole rilievo.
Potrebbero, infatti, assicurare ancora ulteriori motivi di attrazione storico-culturale per Siracusa, in considerazione della leggenda della ninfa Ciane e della presenza del papiro; potrebbero, inoltre, assicurare momenti di sano svago per quanti intendessero godere di ambienti molto rilassanti a contatto con una natura veramente unica; potrebbero, soprattutto, invertire una deriva che, perdurando le attuali incertezze, sarà sempre più difficile rallentare.
Di tanto in tanto le cronache locali segnalano la necessità di interventi per tamponare qualche sopraggiunto particolare inconveniente; come pure - ma assai di rado - vengono riproposte vecchie ipotesi di auspicabili opportune migliorie che, però, trovano, sia le une che le altre, difficoltà d’ascolto.
Perché, come ricordato in premessa, la Riserva Naturale Orientata “Fiume Ciane e Saline di Siracusa” - come, peraltro, la stragrande maggioranza delle piccole aree “protette” (?) della Regione Siciliana - continua a vivere una condizione di sostanziale incertezza mentre meriterebbe l’individuazione di un effettivo e sostanziale interlocutore in grado (e, quindi, con tutte le diverse dovute disponibilità) di poter assicurare un percorso che, anche non percorrendo la strada di una opportuna valorizzazione, sia in grado di arrestarne, almeno, l’ulteriore inevitabile (e sempre più irreversibile) degrado.
In copertina: Chiuse del Ciane
Foto di Marco Brunetti - Fonte, CC0
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52326757
All’interno del pezzo: Papiro del Ciane
Foto di Marchal from Germany - P1020015SAT110812a, CC BY 2.0
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=20650524
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Catanese, dopo una lunga esperienza sindacale nel comparto della Pubblica Amministrazione, si dedica - nei primissimi anni Novanta del secolo scorso, sulle pagine del quotidiano del pomeriggio di Catania Espresso Sera - all’impegno sociale e civile finalizzato a raccogliere e far emergere le condizioni e le aspettative delle singole 17 Circoscrizioni in cui, all’epoca, era suddiviso il capoluogo etneo.
Dopo la chiusura del giornale, trasferisce lo stesso impegno sulle colonne del settimanale Prospettive, accompagnandolo - con ravvicinata periodicità - a spazi dedicati alle iniziative delle associazioni di volontariato attive nel territorio.
Ha curato il notiziario del Consiglio Provinciale Etneo della Consociazione dei Gruppi Donatori di Sangue “Fratres”, la newsletter della sezione “Antonio Farsaci” del Tribunale per i Diritti del Malato di Catania ed il Bollettino della Conferenza dei Comitati Consultivi delle Aziende Sanitarie della Regione Siciliana.
Con ilpapaverorossoweb torna in campo per un percorso di ricerca e proposizione di frammenti di quanto si sta muovendo nel vasto ed ancora indefinito universo della digitalizzazione sanitaria e della telemedicina in modo da cercare di coinvolgere e stimolare conoscenze e contributi su una materia che, comunque, pregnerà e condizionerà sempre di più l'esercizio della sanità nonché per proporre elementi di conoscenza riguardanti peculiari aree ambientali, come le 74 riserve naturali della Sicilia.







