Estetica, salute e ambiente: i benefici del lavoro a maglia. Intervista a Gilda Sardo

Autore:
Francesca Santangelo
19/06/2017 - 08:30
Avete mai provato a creare un accessorio, o capo di vestiario che sia, interamente a mano? Una borsa, una sciarpa, un maglione. Provare quella soddisfazione e consapevolezza nell’aver realizzato qualcosa di unico, originale! Magari per regalarlo ad una persona cara, donandogli un valore affettivo forte, che nessun oggetto comprato è in grado di dare.
 

 

«Borse, orecchini, colli, sciarpe, coperte fatte con gli scarti. Riciclo materiali e stoffa vecchia, tenendo conto della qualità dei prodotti. Non so quanto materiale ho dentro la testa, le mie creazioni escono dalle mani senza che io sappia come andrà a finire».
Queste le prime parole di una sorridente Gilda Sardo, bravissima artigiana (ma, forse, sarebbe meglio dire artista) che si occupa di tessitura e maglieria.
Gilda, nata in una famiglia di ricamatrici ed abituata ad aghi e fili sin da bambina, quando la madre le insegnava a realizzare fascette per i capelli, lavorate con ferri o uncinetto, scopre in età adolescenziale una propensione verso la maglia, ancora oggi al centro della sua attività.
«Ho avuto questa attitudine alla maglia, in quanto elastica, un vestiario che ti consente libertà. Una libertà che mi caratterizza. Sono un po' ribelle, non amo il classico. Inoltre, concede un’eleganza diversa dal solito, particolare. Per ultimo, ma non per importanza, la qualità delle fibre. Un’attenzione e una cultura che si sta perdendo, ma che io vorrei contribuire a rilanciare».
 

 

Un'occupazione manuale considerata anche una grande terapia, poiché lavoro meditativo, oltre che materialmente produttivo. Diversi studi e neurologi ne confermano gli effetti positivi, specialmente per una migliore gestione dello stress e delle emozioni. Ed è anche una valida alternativa ai social, alle solite attività automatizzate. Insomma, una professione che sviluppa la fantasia, il colore, la manualità e la creatività.
E Gilda ha avuto modo di toccare con mano i benefici di questo mestiere, durante i corsi che ha tenuto, con bambini, disabili, persone con disturbi psichici.
«Tutti rispondono con entusiasmo, è un nutrimento, uno scambio del valore delle persone attraverso la manualità».
E ancora: «Ho insegnato in una RSA (Residenza sanitaria assistenziale) dove c’erano dei disabili mentali e lì ho visto come, anche senza parlare, riesci a comunicare. Perché queste persone lavorano al di là dell’equilibrio che hanno. La maglia, come la pittura o la fotografia, è anch’essa un’arte terapia. La creatività è un linguaggio. Ci capiamo senza parlare».
Un’utilità a 360°, dunque, quella espressa dal lavoro a maglia, un'utilità dai molteplici benefici: da quelli salutari a quelli ambientali grazie al riciclo, fino a quelli estetici con la realizzazione di prodotti unici. Perché in fondo, il vestire è espressione, una grande comunicazione ed è bello sì seguire la moda, ma mantenendo un proprio stile.
Ed è proprio questo uno dei messaggi che Gilda ha voluto lasciare alle nostre lettrici: «Io non seguo la moda, seguo la qualità delle cose. La moda cerco di farla io, essendo stata sempre un tipo ribelle. Poi, sono semplice, amo le cose essenziali, lo stile orientale. A volte cresciamo e non abbiamo le guide giuste. La guida giusta non è essere come ti vogliono gli altri, ma rafforzare la tua individualità, quella sana. Quando sai chi sei, sei una bellezza, e non hai bisogno che ti approvino gli altri».
 
Fotografie di Francesca Santangelo
 

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci